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Dischi Blu Ray più capienti grazie a Sony e Panasonic

Grazie allo sviluppo di un nuovo sistema di valutazione, sarà possibile realizzare dischi più capienti

Grazie ad una collaborazione tra Sony e Panasonic sarà ora possibile avviare la produzione commerciale di dischi Blu Ray in grado di immagazzinare fino a 33,4 GB di dati per ciascun layer, rispetto ai 25GB per layer delle soluzioni attuali.
Secondo quanto riporta il sito TechOn, la realizzazione di supporti con densità di storage di 33,4GB per layer sarà resa possibile mediante limpiego di processazione di segnale di tipo PRML - Partial Response Maximum Likelihood. Il vero punto di svolta è pero rappresentato dallo sviluppo di un nuovo metodo per la valutazione della qualità dei media: tecniche per la produzione di dischi Blu Ray di maggiore capacità sono infatti già utilizzate in via sperimentale da qualche tempo, quello che non esisteva prima era un metodo di valutazione dellerrore che potesse funzionare con i supporti ad alta densità.
Incrementando infatti la densità di storage, come nel caso dei dischi da 33,4GB, diviene particolarmente difficile poter condurre in maniera attendibile un controllo di qualità con i metodi convenzionali basati sullanalisi dei fenomeni cosiddetti di "jitter", ovvero di variazione improvvisa del segnale.
Sony e Panasonic sono stati in grado di sviluppare un nuovo indice di valutazione, denominato i-MLSE (Maximum Likelihood Sequence Estimation) i cui principi sono stati illustrati nel corso dellISOM 09 dello scorso mese di ottobre. Due sono i punti chiave di questo indice: la forte correlazione con il tasso di errore anche nei media che utilizzano la tecnologia PRML e la stessa relazione con la qualità del segnale espressa dallanalisi dei fenomeni di jitter. Detto in altri termini: il tasso di errore di lettura sarà facilmente stimabile con lindice i-MLSE esattamente come accade ora con lanalisi dei fenomeni di jitter.
Grazie a questo passo avanti non sarà necessaria alcuna variazione dellinfrastruttura Blu Ray esistente, che continuerà a fare uso di diodi laser blu-viola con lunghezza donda di 405 nanometri e di una lente con apertura numerica pari a 0,85. Lunico inconveniente è rappresentato dal fatto che lanalisi i-MLSE comporta calcoli piuttosto complessi, ma che dovrebbero essere affrontabili in tempo reale grazie alle potenze di calcolo disponibili attualmente. I dischi dovrebbero pertanto essere compatibili con i lettori esistenti, ma potrebbe essere richiesto un semplice aggiornamento firmware.
Il passo successivo è spingere ladozione del nuovo sistema di valutazione e di renderlo, eventualmente, standard industriale. Unoperazione tuttaltro che difficile e che Sony pensa di condurre in porto grazie anche alla notevole influenza allinterno della Blu Ray Disc Association.
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